“Il valore della pianificazione diminuisce con la complessità dello stato delle cose. Credetemi: questo e’ vero. Può sembrare paradossale, magari pensate che più sia complessa una situazione, più sia necessario un piano per poter farne fronte; vi concedo la teoria, ma la pratica è diversa.”.

Così Allan Johnston Massie, giornalista scozzese, nel suo romanzo “Augustus” riporta un celebre citazione del primo imperatore romano Ottaviano Augusto, pare risalente al 10 d.c.

Cesare Ottaviano Augusto (quest’ultimo nome assegnatogli dal senato nel 27 a.c., quale titolo portato dagli imperatori romani) nato a Roma nel 63 a.c. e morto a Nola nel 14 d.c., è stato il primo imperatore romano (dal 27 a.c. alla sua morte). Ideatore dei primi “tavoli consultivi” tra i suoi diretti collaboratori, creò contingenti fissi di legioni, istituì le coorti pretorie e nel 6 d.c. organizzò il corpo dei “Vigiles”, composto da liberti che avevano il compito di vigilare le strade nelle ore notturne e soprattutto proteggere la città dagli incendi.

In sostanza: non si può pianificare nei minimi particolari, perché l’evento, per quanto previsto sulla carta, al suo “esplodere” è sempre diverso.

Il metodo Augustus nasce pertanto da un bisogno di unitarietà negli indirizzi della pianificazione di emergenza che, purtroppo, fino ad oggi ha visto una miriade di proposte spesso in contraddizione fra loro perché formulate dalle varie amministrazioni locali e centrali in maniera tale da far emergere solamente il proprio “particolare”. In origine il “metodo” doveva chiamarsi “piano”, si deve a Patrizia Cologgi, allora già dirigente della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la felice intuizione di chiamarlo “metodo”, ribaltando, così, l’approccio alla pianificazione e preparazione delle emergenze, a quei tempi ancora attestata sulla logica del “censimento” e della reazione, in un contesto definito di “circolarità ricorsiva”: il famigerato progetto Mercurio (che consisteva fondamentalmente in un piano, avviato nel 1980 e abbandonato circa 10 anni dopo, con il quale si censivano le forze presenti sul territorio, sia pubbliche che private, da utilizzare ai fini di protezione civile ).

Elaborato appunto dal Dipartimento della Protezione Civile e dal Ministero dell’Interno, mutuato dalla nota metodologia utilizzata dalla FEMA statunitense; il metodo Augustus propone uno schema operativo semplice e flessibile per la gestione di situazioni complesse ed estreme con lo scopo di:


La priorità: l’effettiva disponibilità delle risorse

Il principio in grado di garantire il massimo successo alle operazioni di protezione civile è quello dell’avere reale disponibilità delle risorse; esse devono essere disponibili e reperibili, dove e quando ve ne sia la necessità, ogni qualvolta se ne presenti l’occasione, indipendentemente dall’entità dell’evento. Per raggiungere l’obiettivo dell’effettiva disponibilità delle risorse, il metodo Augustus prevede che i piani di emergenza non possano essere “imbrigliati” in una infinita serie di previsioni minuziose e articolate (così come invece era nel progetto Mercurio), ma devono essere caratterizzati da semplicità flessibilità [Galanti, 1997] tali da permettere, grazie all’introduzione delle funzioni di supporto e alla definizione di un modello di intervento, di ottimizzare al meglio il risultato delle operazioni. Le funzioni di supporto rappresentano l’insieme delle diverse esigenze a cui provvedere per la gestione di un evento. A capo di ciascuna di esse viene preventivamente nominato un responsabile (magari individuato tra gli enti istituzionali specificatamente preposti a quel tipo di attività) il cui compito è essenzialmente di, attraverso un’azione coordinata e continua, conoscere, mantenere in vita e implementare il piano, anche attraverso periodici incontri ed esercitazioni, anche per “posti comando”. Il modello di intervento definisce invece quali sono le strutture di coordinamento necessarie alla gestione di un’emergenza, ai vari livelli (locale e nazionale) e le relative funzioni di supporto che operano all’interno dei centri stessi.

Il piano di emergenza

Un piano di emergenza è l’insieme delle procedure operative di intervento per fronteggiare una qualsiasi calamità attesa in un determinato territorio. Il piano d’emergenza recepisce il programma di previsione e prevenzione, ed è lo strumento che consente alle autorità di predisporre e coordinare gli interventi di soccorso a tutela della popolazione e dei beni in un’area a rischio. Ha l’obiettivo di garantire con ogni mezzo il mantenimento del livello di vita” civile” messo in crisi da una situazione che comporta gravi disagi fisici e psicologici.

Il piano deve essere strutturato in tre parti fondamentali:

  1. Parte generale
  2. Lineamenti della Pianificazione
  3. Modello di intervento

1. Parte generale: Sono raccolte tutte le informazioni relative alla conoscenza del territorio, alle reti di monitoraggio presenti, alla elaborazione degli scenari di rischio.

2. Lineamenti della pianificazione: Sono individuati gli obiettivi da conseguire, per dare una adeguata risposta di protezione civile ad una qualsiasi emergenza.

3. Modello di intervento: Si assegnano le responsabilità nei vari livelli di comando e controllo per la gestione delle emergenze di protezione civile; si realizza il costante scambio di informazioni nel sistema centrale e periferico di protezione civile; si utilizzano le risorse in maniera razionale. Questi criteri sono applicabili alla pianificazione di emergenza a livello Nazionale, Regionale, Provinciale e Comunale.

Le funzioni di supporto

Per mezzo di 14 funzioni di supporto (nei centri di coordinamento a livello provinciale) e 9 (nei centri di coordinamento a livello comunale) il metodo Augustus si prefigge di raggiungere due importanti obiettivi:

  • avere per ogni funzione di supporto l’immediata disponibilità di tutte le risorse messe a disposizione dalle amministrazioni pubbliche e aziende private;
  • affidare al responsabile della funzione di supporto (individuato a priori), sia il controllo della stessa funzione (durante l’emergenza), sia l’aggiornamento dei dati relativi nell’ambito del piano di emergenza (“in tempo di pace”), sia il cosiddetto ritorno di esperienza (la raccolta dei dati dopo un evento o un’esercitazione).

Le funzioni di supporto da attuare nei centri di coordinamento non sono comunque obbligatoriamente 9 o 14 ma sono attivate in base al tipo e alle caratteristiche dell’emergenza in corso.

Funzioni di supporto provinciali e comunali previste dal metodo Augustus

1
TECNICA E DI PIANIFICAZIONE
14
Questa funzione comprende i gruppi nazionali di ricerca ed i servizi tecnici nazionali e locali. Il referente sarà il rappresentante del servizio tecnico del comune o del servizio tecnico nazionale, prescelto già in fase di pianificazione; dovrà mantenere e coordinare tutti i rapporti tra le varie componenti scientifiche e tecniche per l’interpretazione fisica del fenomeno e dei dati relativi alle reti di monitoraggio.
2
SANITÀ, ASSISTENZA SOCIALE E VETERINARIA
 14
Saranno presenti i responsabili dell’azienda sanitaria locale, la CRI, le organizzazioni di volontariato che operano nel settore socio-sanitario. In linea di massima il referente sarà il rappresentante dell’azienda sanitaria locale.
3
MASS-MEDIA E INFORMAZIONE
 9

La sala stampa dovrà essere realizzata in un locale diverso dalla sala operativa. Sarà cura dell’addetto stampa stabilire il programma e le modalità degli incontri con i giornalisti. Per quanto concerne l’informazione al pubblico sarà cura dell’addetto stampa, coordinandosi con i sindaci interessati, procedere alla divulgazione della notizia per mezzo dei mass-media. Scopi principali sono: informare e sensibilizzare la popolazione; far conoscere le attività; realizzare spot, creare annunci, fare comunicati; organizzare tavole rotonde e conferenze stampa.

4
VOLONTARIATO
 14

I compiti delle organizzazioni di volontariato, in emergenza, vengono individuati nei piani di protezione civile in relazione alla tipologia del rischio da affrontare, alla natura ed alla specificità delle attività esplicate dalle organizzazioni e dai mezzi a loro disposizione. Pertanto, in sala operativa, prenderà posto il coordinatore indicato nel piano di protezione civile che avrà il compito di mantenere i rapporti con la consulta provinciale per il volontariato. Il coordinatore provvederà, in «tempo di pace», ad organizzare esercitazioni congiunte con altre forze preposte all’emergenza al fine di verificare le capacità organizzative ed operative delle suddette organizzazioni.

5
MATERIALI E MEZZI
 14

La funzione di supporto in questione è essenziale e primaria per fronteggiare una emergenza di qualunque tipo. Questa funzione censisce i materiali ed i mezzi in dotazione alle amministrazioni; sono censimenti che debbono essere aggiornati costantemente per passare così dalla concezione del “censimento” delle risorse alla concezione di “disponibilità” delle risorse. Si tratta di avere un quadro delle risorse suddivise per aree di stoccaggio. Per ogni risorsa si deve prevedere il tipo di trasporto ed il tempo di arrivo nell’area dell’intervento. Alla gestione di tale funzione concorrono i materiali e mezzi comunque disponibili. Nel caso in cui la richiesta di materiali e/o mezzi non possa essere fronteggiata a livello locale, il coordinatore rivolgerà richiesta a livello centrale.

6
TRASPORTI, CIRCOLAZIONE E VIABILITÀ
 9

La funzione riguardante il trasporto è strettamente collegata alla movimentazione dei materiali, al trasferimento dei mezzi, ad ottimizzare i flussi lungo le vie di fuga ed al funzionamento dei cancelli di accesso per regolare il flusso dei soccorritori. Questa funzione di supporto deve necessariamente operare a stretto contatto con il responsabile della funzione 10, “strutture operative”. Per quanto concerne la parte relativa all’attività di circolazione e viabilità il coordinatore è normalmente il rappresentante della Polstrada o suo sostituto; concorrono per questa attività, oltre alla Polizia Stradale, i Carabinieri e la Polizia Municipale: i primi due per il duplice aspetto di Polizia giudiziaria e di tutori della legge e gli altri per l’indiscussa idoneità nella gestione della funzione in una emergenza a carattere locale. Si dovranno prevedere esercitazioni congiunte tra le varie forze al fine di verificare ed ottimizzare l’esatto andamento dei flussi lungo le varie direttrici.

7
MASS-MEDIA E INFORMAZIONE
 14

Questa funzione dovrà, di concerto con: i responsabili territoriali dei vari gestori di telefonia, il responsabile provinciale di Poste Italiane e il rappresentante dell’associazione di radioamatori presente sul territorio, organizzare una rete di telecomunicazione alternativa affidabile anche in caso di evento di notevole gravità. Il responsabile di questa funzione è normalmente un esperto di telecomunicazioni.

8
SERVIZI ESSENZIALI
 14

In questa funzione prenderanno parte i rappresentanti di tutti i servizi essenziali erogati sul territorio coinvolto. Mediante i Compartimenti Territoriali e le corrispondenti sale operative nazionali o regionali deve essere mantenuta costantemente aggiornata la situazione circa l’efficienza e gli interventi sulla rete. L’utilizzazione del personale addetto al ripristino delle linee e/o delle utenze è comunque coordinata dal rappresentante dell’Ente di gestione presente nella funzione. I principali servizi gestiti dalla presente funzione sono: energia elettrica, rete gas, acquedotto, raccolta rifiuti, banche, distribuzione carburante, scuole.

9
CENSIMENTO DANNI A  COSE E PERSONE
 14

L’effettuazione del censimento dei danni a persone e cose riveste particolare importanza al fine di fotografare la situazione determinatasi a seguito dell’evento calamitoso per determinare sulla base dei risultati riassunti in schede riepilogative gli interventi d’emergenza. Il responsabile della suddetta funzione, al verificarsi dell’evento calamitoso, dovrà effettuare un censimento dei danni riferito a:

  • persone
  • edifici pubblici
  • edifici privati
  • impianti industriali
  • servizi essenziali
  • attività produttive
  • opere di interesse culturale
  • infrastrutture pubbliche
  • agricoltura e zootecnia

Per il censimento di quanto descritto il coordinatore di questa funzione si avvarrà di funzionari dell’ufficio tecnico del comune, degli ordini professionali (architetti, ingegneri, geometri) e di esperti del settore sanitario, industriale e commerciale. È ipotizzabile l’impiego di squadre miste di tecnici per le verifiche speditive di stabilità che dovranno essere effettuate in tempi necessariamente ristretti.

10
STRUTTURE OPERATIVE S.a.R.
 14
Il responsabile della suddetta funzione, dovrà coordinare le varie strutture operative presenti presso il CCS e i COM:

  • Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
  • Forze Armate
  • Forze dell’Ordine
  • Servizi Tecnici Nazionali
  • Gruppi Nazionali di Ricerca Scientifica
  • Croce Rossa Italiana
  • Strutture del Servizio sanitario nazionale
  • Organizzazioni di volontariato
  • Corpo Nazionale del soccorso alpino e speleologico
11
ENTI LOCALI

9

In relazione all’evento il responsabile della funzione dovrà essere in possesso della documentazione riguardante tutti i referenti di ciascun ente ed amministrazione della zona interessata dall’evento. Si dovranno anche organizzare gemellaggi fra le Amministrazioni comunali colpite, le “municipalizzate” dei comuni o delle regioni che portano soccorso per il ripristino immediato dei servizi essenziali (riattivazione delle discariche, acquedotto, scuole, servizi vari etc.).

12
MATERIALI PERICOLOSI

9

Lo stoccaggio di materiali pericolosi, il censimento delle industrie soggette a notifica e a dichiarazione o altre attività pericolose che possono innescare ulteriori danni alla popolazione dopo un evento distruttivo di varia natura, saranno preventivamente censite e per ognuno studiato il potenziale pericolo che può provocare alla popolazione.
13
ASSISTENZA ALLA POPOLAZIONE

14

Per fronteggiare le esigenze della popolazione che a seguito dell’evento calamitoso risultano senzatetto o soggette ad altre difficoltà, si dovranno organizzare in loco delle aree attrezzate per fornire i servizi necessari. Dovrà presiedere questa funzione un funzionario dell’ente amministrativo locale in possesso di conoscenza e competenza in merito al patrimonio abitativo, alla ricettività delle strutture turistiche (alberghi, campeggi etc.) ed alla ricerca e utilizzo di aree pubbliche e private da utilizzare come aree di ricovero della popolazione. Per quanto concerne l’aspetto alimentare si dovrà garantire un costante flusso di derrate alimentari, il loro stoccaggio e la distribuzione alla popolazione assistita. Si dovranno anche censire a livello nazionale e locale le varie aziende di produzione e/o distribuzione alimentare.

14
 COORDINAMENTO DEI CENTRI OPERATIVI

9

Il coordinatore della sala operativa che gestisce le 14 funzioni di supporto, sarà anche responsabile di questa funzione in quanto dovrà conoscere le operatività degli altri centri operativi dislocati sul territorio al fine di garantire nell’area dell’emergenza il massimo coordinamento delle operazioni di soccorso razionalizzando risorse di uomini e materiali. Con l’attivazione delle 14 funzioni di supporto tramite i loro singoli responsabili, si raggiungono due distinti obiettivi: si individuano a priori i responsabili delle singole funzioni da impiegare in emergenza e in “tempo di pace”, si garantisce il continuo aggiornamento del piano di emergenza con l’attività degli stessi responsabili. I responsabili delle 14 funzioni di supporto avranno quindi la possibilità di tenere sempre efficiente il piano di emergenza. Questo consente di avere sempre nella propria sala operativa esperti che già si conoscono e lavorano per il piano di emergenza. Ciò porterà a una maggiore efficacia operativa fra le “componenti” e le “strutture operative” (amministrazioni locali, volontariato, FF.AA, Vigili del Fuoco, etc.). Il responsabile della funzione 14 assumerà anche il ruolo di coordinatore della Sala Operativa.

immagine2
Funzioni di supporto nei COM, CCS e Di.Coma.C 
immagine3
Funzioni di supporto nei COC

 

I modelli di intervento: i centri di coordinamento

Il coordinamento delle componenti del Servizio nazionale della Protezione civile avviene, come già scritto, ai vari livelli territoriali e funzionali, attraverso il metodo Augustus. Tale organizzazione della risposta agli eventi di protezione civile permette ai responsabili di ogni funzione di supporto di interagire direttamente tra loro ai diversi tavoli decisionali e nelle sale operative dei vari livelli, come il Centro Operativo Comunale (COC), il Centro Operativo Misto (COM), il Centro Coordinamento dei Soccorsi (CCS), e la struttura apicale rappresentata dalla Direzione di Comando e Controllo (Di.Coma.C), avviando così in tempo reale processi decisionali e attuando le necessarie forme di concertazione.

Gli indirizzi operativi per la gestione delle emergenze

Sono descritti dalla direttiva del 3 dicembre 2008 “indirizzi operativi per la gestione delle emergenze, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13 febbraio 2009. La direttiva contiene gli “indirizzi operativi” per la gestione delle emergenze. Fornisce un quadro generale ma organico di competenze e flussi informativi valido su tutto il territorio nazionale al quale le regioni e gli altri enti locali, nella definizione del loro modello organizzativo, devono comunque attenersi; definisce inoltre il modello organizzativo con il quale i vari enti, a tutti i livelli, costituiranno i rispettivi centri di coordinamento.  Il modello organizzativo serve anche per tenere costantemente in contatto la periferia con il centro in modo che H24 alla Sala Situazione Italia (Sala Italia), il centro di coordinamento, denominato SISTEMA, possa sempre avere il “polso” della situazione sia in condizioni ordinarie che di emergenza.

I centri di coordinamento

coc

 

CENTRO OPERATIVO COMUNALE – COC  

 

coc

  • È costituito a livello comunale;
  • Presieduto dal Sindaco, quale prima autorità di Protezione Civile per la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione;
  • Deve essere ubicato in strutture antisismiche e in aree di facile accesso;
  • Opera attraverso 9 funzioni di supporto, per le città con  popolazione superiore a 35/40 mila abitanti il COC coincide con il COM.

 

com

CENTRO OPERATIVO MISTO – COM

 

com

  • È costituito a livello comunale e intercomunale;
  • Supporta le attività dei Sindaci delle aree coinvolte;
  • Coordina le strutture operative del Sistema Nazionale di Protezione Civile, nel territorio di competenza;
  • Per ogni COM il Prefetto nomina e delega con pieni poteri un responsabile, che si avvale delle 14 funzioni di supporto.

ccs 

CENTRO COORDINAMENTO DEI SOCCORSI – CCS

ccs

  • È organizzato a livello provinciale;
  • Viene costituito dal prefetto e opera con 14 funzioni di supporto;
  • Gestisce gli interventi a livello provinciale e individua le strategie e le modalità di intervento da mettere in atto per il superamento dell’emergenza con il coordinamento dei COM;
  • All’interno del CCS agiscono i responsabili di tutte le strutture operative presenti sull’intero territorio provinciale.

di-coma-c

DIREZIONE DI COMANDO E CONTROLLO – Di.Coma.C

di-coma-c

  • Dipende dal Commissario Delegato, nominato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, o dal Ministro o Sottosegretario per il Coordinamento della P.C. che ha pieni poteri su tutte le operazioni di protezione civile ed esercita, sul luogo dell’evento, il coordinamento nazionale;
  • È articolata con una struttura di 14 funzioni di supporto con a capo altrettanti responsabili, e da settori operativi diretti da dirigenti civili e/o militari;
  • Deve essere ubicata in una struttura pubblica in posizione baricentrica rispetto alle zone di intervento.

 

La sala situazione Italia – SISTEMA

sala-situazione-italia

Sistema è un centro di coordinamento nazionale nella Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione civile, che ha il compito di:

  • monitorare e sorvegliare il territorio nazionale per individuare le emergenze previste o in atto e seguirne l’evoluzione;
  • allertare e attivare le diverse componenti e strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile che concorrono alla gestione delle emergenza.

Opera 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno e vi partecipano, con una propria postazione, il personale del Dipartimento della Protezione civile e un rappresentante per ognuna di queste strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile: Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Forze Armate, Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, Croce Rossa Italiana ed è in fase di attivazione una postazione per le Regioni.

cattura
La storia siamo noi – la protezione civile, una storia italiana (parte su sala situazione Italia) 
immagine2
Organizzazione, ai vari livelli, dei centri di coordinamento

Per approfondimenti:

DPC Informa – Ottobre_novembre 1988_Il metodo Augustus

Il metodo Augustus

L’origine dei centri operativi di emergenza

La Storia siamo noi – “Protezione Civile, una storia italiana” (puntata integrale)


 

Licenza Creative CommonsQuest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Annunci